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Si fa un gran parlare, in pedagogia, del rapporto tra educazione e relazione. Se tra loro vanno d’accordo, tutto funziona per il meglio e nessuno si fa del male. Quando però l’educazione litiga con la relazione, accusandola di viziare troppo e di non ottenere gli obiettivi educativi, ognuna torna a frequentare le vecchie amicizie. La relazione continua a vedersi con la cortesia, mentre l’educazione si butta tra le braccia del suo vecchio amore: la scortesia.

La scelta, nel rapporto con i bambini, non è tra educazione e relazione, ma tra scortesia e cortesia.

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Qui sotto la ruota delle relazioni:

Nella democrazia affettiva le relazioni non ammettono conflitti, per l’empatia tra le persone e  per la disparità delle forze in campo. La relazione piacevole, qui rappresentata sulla parte arancio, si basa sulla generosità, ora da parte degli adulti, che rispettano le preferenze dei bambini, ora da parte dei bambini, che hanno imparato a collaborare grazie alla generosità  degli adulti.

Nella parte grigia vediamo le conseguenze delle relazioni educative che sono spesso, più o meno consapevolmente, conflittualilitigare per educare educa a litigare. Gli adulti non riconoscono ai bambini gli stessi loro diritti ad avere preferenze, perché i bambini sono considerati degli egocentrici inclini a subordinare gli altri. La relazione è insoddisfacente e faticosa e prevede, nel caso migliore, che  il bambino venga sconfitto, nel peggiore che sia l’adulto a dover cedere. La sconfitta genera una relazione instabile, fondata sulla sfiducia reciproca e sulla fatica di stare insieme.

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