1) Il governo si impegna a far sì che ogni uomo e ogni donna, ogni bambina e ogni bambino, siano messi nelle condizioni ideali per poter passare la vita giocando i giochi più belli.

Nella fase iniziale del suo programma questo obiettivo viene garantito ai ragazzi fino all’età di diciotto anni e ai loro insegnanti attraverso l’istituzione e la creazione di uno spazio a cui viene provvisoriamente attribuito il nome di scuola.

Questo spazio viene protetto come un campo da calcio e ha un tempo definito. Così la scuola può essere riconosciuta come un gioco totalmente inventato al solo scopo di far diventare i ragazzi migliori evitando loro quegli stress ai quali, loro malgrado, gli adulti sono ancora costretti.

2) Il governo vuole governare. Per questo si impegna a non subire passivamente le leggi di mercato, che impoverirebbero la sua capacità di agire e progettare.

Il governo non considera il mercato una specie di Sibilla alla quale sottoporre le sue scelte o i suoi dubbi. 

Il governo accetta di assumersi le sue responsabilità e si dà il tempo per provare a fare qualcosa nei settori chiave per il benessere (salute, scuola, relazioni sociali, divertimento).

Il governo ha un progetto: facilitare la vita al maggior numero possibile di persone.

3) Il governo presume di essere più intelligente del mercato; quando decide di provare qualcosa non lo sottopone al suo consenso.

La sua idea è che il mercato passerà come sono passati Giove e Venere.

4) Il governo si impegna nella gestione del presente, ma vuole recuperare una credibilità anche nell’immaginarsi il futuro. Per questo il governo ha bisogno di nuove generazioni che non siano condizionate da una scuola che le priva del loro spirito di iniziativa.

5) Il governo è consapevole che amministrare le risorse, utilizzarle al meglio, richiede una capacità di scelta che poggia sul confronto con un progetto: i parametri fin ora usati vengono abbandonati dal governo in quanto non hanno portato alla soddisfazione del punto 1).

6) Il governo si è convinto che il migliore presente possibile garantisce un futuro godibile. Il suo motto è riprendiamoci già da ora il futuro.

A questo scopo tutto quello che può dare fiducia nel futuro viene incoraggiato. Bandisce la minaccia come mezzo di pressione. Si impegna a fare in modo che ogni individuo possa sentirsi artefice del suo futuro. Incentiva la possibilità di cambiare (che, a differenza della flessibilità, non viene imposta).

7) Il governo, che molto investe nella scuola, ha a cuore la creazione di relazioni di collaborazione tra gli individui, in particolare la condivisione di progetti finalizzati al gioco, al divertimento, al piacere di stare insieme.

8) Il governo restituisce a ogni cittadino la potestà sul proprio tempo riducendo la pressione pubblicitaria e la prassi burocratica.

9) Il governo cerca di stare dalla parte del cittadino e di rendere disponibili risorse che non sarebbe possibile trovare individualmente.

10) Il governo si preoccupa della qualità dei beni necessari a vivere e quindi, senza indugio, cerca di favorire la respirazione e l’alimentazione dei cittadini.

11) Il governo ammette di avere ambizioni affettive.

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